CURA IN OGNI SINGOLO DETTAGLIO

“La differenza tra qualcosa di buono e qualcosa di grande è l’attenzione ai dettagli”

Il Vetro.

Non è così semplice come sembra

Sono indispensabili grande maestria e stretta collaborazione

La creazione di oggetti in vetro artistico è un procedimento antico, complesso, che immutato si tramanda da generazioni.

Il tutto si svolge con armonia, fluidità e cieca fiducia tra le persone; è facile dimenticare che quella pasta giallognola alla fine della canna del Mastro vetraio (il vetro in lavorazione) ha oltre 1.000° C di temperatura e potrebbe gocciolare e colare. Ma invece rimane sulla canna e si trasforma al volere del vetraio, che in alcune fasi lo accarezza amorevolmente con panni umidi.

Nulla è banale: anche un semplice soffio nella canna deve essere perfettamente calibrato, sia nella quantità dell’aria immessa che nella temperatura di lavorazione. E, dopo il soffio, alcune lavorazioni richiedono che si tappi l’estremità della canna e si attenda il tempo di dilatazione dell’aria per effetto del calore.

Potenza ed eleganza

Lavorare il vetro esige importanti sforzi fisici.

Immagina che tra il peso della canna e quello del vetro si può facilmente raggiungere un valore tra i 20 e 30 kg, e che il tutto debba essere plasmato con arte, pazienza e agilità.  Ovviamente a temperature non confortevoli!

D’estate in vetreria si bevono anche 15 litri d’acqua al giorno…

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Il Cuoio.

Lavorazione del cuoio:
Soltanto acqua e colla naturale

Il cuoio di concia vegetale è rifilato e tagliato secondo disegni di bottega, quindi le varie parti vengono inumidite, piegate e battute su appositi modelli in legno per conferirgli la forma, che rimarrà propria.

Le parti in aderenza vengono scarnite con la “coltella” e fatte aderire, da bagnate, con colla naturale per diventare un unico corpo, che non si staccherà più.

Segue la fase della colorazione con pigmenti naturali, anche questa è realizzata a mano e, inevitabilmente, conferisce sfumature diverse ad ogni manufatto, rendendo unici i singoli pezzi.

CUOIETTO TOSCANO

La Ceramica.

La smaltatura

Il momento più delicato del processo di lavorazione della ceramica è senza dubbio quello della finalizzazione. Finite le fasi di modellazione e cottura, l’artigiano ha di fronte il cd. biscotto da rifinire e decorare.

Solitamente si procede con la fase di smaltatura effettuata con la maiolica, dal tipico colore bianco, o con altre varietà. Tra i procedimenti più diffusi vi è quello dell’immersione. Ottenuta la giusta consistenza dello smalto i biscotti vengono afferrati con delle pinze ed immersi nei recipienti di smaltatura…il difficile è tirarli fuori garantendo uno strato uniforme, evitando gocciolature e limitando al massimo l’evidenza della pinza, che li tratteneva.

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La decorazione

In relazione al prodotto, si può proseguire con decori a pennello, fatti con mano ferma e precisa, poiché è praticamente impossibile correggere gli errori. Inoltre molte tinte assumono un colore diverso durante la successiva cottura. Per tali ragioni, il decoratore, anzi, spesso decoratrici, maturano la loro esperienza in anni di esercizio.

Altre volte, il pennello può essere sostituito da piccoli utensili con cui effettuare incisioni che rimangono prive di smalto per creare una sorta di “basso rilievo” evidenziato dal colore del biscotto.

A conclusione delle fasi di decoro vi è una nuova seconda cottura che, alla temperatura di circa 940° C per circa 12 ore, porta alla vetrificazione dei colori, che rimarranno indelebili sul manufatto.