DESIGN PERSONALIZZATO

Sviluppo, ricerca e tradizione.
Creare su misura, in base al gusto e ai desideri.
Il design è l’arte di rendere bello ciò che è utile, personalizzare vuol dire rendere unico ciò che è bello.

Il Cuoietto Toscano

Design classico e vera eleganza

Come direbbero i Maestri toscani : “il cuoietto è lavorato a codesta maniera…”  e si percepisce la differenza sia guardando che toccando l’oggetto: le sensazioni visive e tattili ci confermano immediatamente che abbiamo di fronte un oggetto di altissimo pregio.

Siamo quindi orgogliosi di proporti una linea meticolosamente selezionata, ricca di carattere e di eleganza e contraddistinta da linee semplici e naturali.

E soprattutto senza cuciture.

CUOIETTO TOSCANO

Lavorazione del cuoio:
Soltanto acqua e colla naturale

Il cuoio di concia vegetale è rifilato e tagliato secondo i disegni di bottega; le varie parti vengono poi inumidite, piegate e battute su appositi modelli in legno per conferire la forma, che rimarrà propria.

Le parti in aderenza vengono scarnite con la “coltella” e fatte aderire, da bagnate, con colla naturale per diventare un unico corpo, che non si staccherà più.

Segue la colorazione con pigmenti naturali: anche questa, realizzata a mano, conferisce sfumature uniche e inimitabili ad ogni manufatto, rendendo unici i singoli pezzi.

CUOIETTO TOSCANO

Il Vetro.

Un mestiere antico, un design senza tempo

Lavorare il vetro non è solo un lavoro di precisione, è pura maestria dei movimenti, è poesia in movimento.

Si tratta di un mestiere antico che tramanda i suoi segreti e gestualità per tradizione orale, ma soprattutto attraverso la capacità di apprendere e carpire del singolo allievo. E’ un mestiere che ha visto quale unica innovazione tecnologica l’alimentazione dei forni a gas mentre l’operatività quotidiana è rimasta quelle dei secoli scorsi.

A proposito di segreti, si pensi che nel 1500 era in voga una sorta di spionaggio industriale tra le varie fornaci. Per arginare il fenomeno vennero istituiti dei riconoscimenti artistici conferiti a chi dichiarava una “novità nella lavorazione”. La novità rimaneva esclusiva della fornace dichiarante per un determinato periodo, trascorso il quale poteva essere usata anche da altri.

Vetro di Murano

Venezia.

Venezia è patrimonio Mondiale UNESCO. Venezia è Design.

Scopri qui le Maschere Veneziane

Un museo a cielo aperto, città senza strade, armoniosamente poggiata su oltre 100 isolette, se oggi è stupenda lo era molto di più negli anni della Serenissima. La celebre Venezia è stata potente Repubblica marinara, gestita dai Patrizi e governata dal Doge; una Repubblica estremamente operosa e ricca, ma anche molto aperta, oltremodo moderna e liberale rispetto al vivere del Medioevo.

Documentandosi sulla vita sociale della Venezia antica, si rimane persuasi di come le maschere di oggi non siano “solo” connesse al Carnevale o alle rappresentazioni teatrali, ma siano molto di più!

Nella tradizione veneziana, le maschere rappresentano l’incarnazione dello splendore di un tempo, della piena libertà che permetteva di rendersi anonimi, spogliandosi della propria identità e status o anche agli uomini di vestirsi da donne o alle donne da uomini.

Purtroppo, capita che la tanta libertà porti anche a delle distorsioni, e, storicamente, abbiamo notizia delle maschere dalle leggi che ne limitano l’utilizzo.
La prima di queste è quella che nel 1268 vieta ai Mattaccini di lanciare uova piene di acqua di rose contro le dame a passeggio.

Venezia e la Bauta

La Bauta è una delle maschere maggiormente usate e tollerate, fino al punto da essere definita “un abito d’uso” dal critico Giulio Lorenzetti.

L’Enciclopedia Treccani, invece, la individua come un travestimento che “generalmente s’indossava sopra un tabarro di panno o di seta nero o rosso” e che “finì quindi col divenire a Venezia un abito di moda universale, usato in ogni stagione, portato da uomini e da donne, da patrizi e da borghesi, da ricchi e da poveri”.

La nostra selezione di Baute

Venezia e le maschere classiche

Tra le maschere veneziane più diffuse ricordiamo le principali

La Colombina

Molto leggera, tende a coprire solo gli occhi e può essere sorretta dalle fettucce laterali o, più elegantemente, da un bastoncino in legno. Nella Commedia dell’Arte assume i panni di una serva graziosa e vivace, che conquista per la sua furbizia e malizia; doti che le permettono di destreggiarsi tra gli intrighi amorosi della sua padrona e rimanere fedele all’amato Arlecchino.

I vari Volti

Originariamente bianchi, definiti “larva”, che nell’eccezione latina voleva riferirsi al divenire “fantasma”, ovvero senza identità; oggi assumono pregio con eleganti finiture e colori, diventando anche oggetti d’arredo.

La Gnaga

Ovvero la gatta, era una maschera un po’ ambigua che permetteva il passaggio dal mondo maschile a quello femminile. Quindi, a proposito della modernità della Venezia antica, attraverso questa maschera, gli omosessuali del tempo potevano vivere i loro momenti di libertà.

I Ridi

Assumono rilevanza nelle rappresentazioni della Commedia tragicomica e sono spesso abbinati a Piangi.

Il Medico della Peste

Ricorda i duri periodi in cui la Serenissima dovette combattere con questo male. Invero, nella Commedia dell’Arte, questo personaggio assume il carattere del saccente inadeguato, cioè di colui, che, protetto da mantello e guanti, usa il becco della maschera come serbatoio per piante officinali ed una pezzulla inbevuta di aceto per purificare l’aria e preservarsi dalla peste.

Le nostre maschere Veneziane

Non solo feste

È da ricordare che le maschere veneziane, oltre che nella tradizione del Carnevale, hanno avuto importante sviluppo ed apprezzamento nelle rappresentazioni teatrali, che, ancora oggi, continuano ad entusiasmare gli appassionati del genere.