GLI STRUMENTI

Estensione della mano dell’artigiano, plasmano materiali primordiali, trasformando la visione in una creazione.

Il Vetro

Ecco gli strumenti che il Mastro vetraio utilizza oltre alla fornace, i forni da tempera e le mole ad acqua e sabbia:

le Canne d’acciaio lunghe circa 1,5 metri di vario diametro (dette anche “ferro sbuso”) accompagnano il gesto della “levada”, con cui si preleva la pasta di vetro dal crogiolo
La Pea è il termine che si usa in bottega per definire il bolo in fornace, per la tipica forma a pera
le Borselle: una sorta di pinza in ferro con becchi contrapposti con i quali tirare, piegare, sagomare e tagliare
il Pontello: l’asta di ferro su cui si fanno roteare le canne
lo Speo è bastoncino in ferro pieno con cui si preleva il vetro colorato da decorazione
i Taglienti: forbici simili a quelle del lattoniere, ma decisamente più grandi
il Bronzin: una piastra di ferro su cui far roteare la pasta di vetro per aiutarne la modellatura; ha questo nome perchè un tempo era prevalentemente di bronzo o di marmo. Infatti il passaggio del vetro sulla piastra è anche detto “Marmorizar

Gli attrezzi, in ferro pieno, mantengono o assorbono la temperatura del vetro; grazie a gesti esperti, il Maestro controlla costantemente la temperatura del pezzo in lavorazione e di tutto ciò che gli è attorno.

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Un lavoro di squadra

Al mattino, in una classica bottega artigiana da vetraio,  la “piazza” prende posizione.  Dopo aver saggiato la pasta di vetro, il Maestro prende posto dietro il banco; gli inservienti, scelta la giusta canna, raccolgono una piccola quantità di bolo dal crogiolo dando la tipica forma a ogiva, per consegnarlo al maestro.

E’ qui che entrano in gioco le varie borselle per modellare, curvare, tirare, tagliare la pasta di vetro che prende forma dai tocchi del Maestro,  affiancato dagli inservienti che, attraverso un misterioso linguaggio di gesti e sguardi, capiscono se sia il momento di scaldare o di raffreddare il pezzo in lavorazione, oppure di soffiare la canna: tutti si muovono in perfetta sincronia.

Tutto deve essere sempre sotto totale controllo; anche quando l’oggetto sembra completo ci sono altri passaggi cruciali: il curatissimo taglio e la messa a riposo per attenderne la tempra in particolari forni a raffreddamento controllato, dove il pezzo può rimanere anche due giorni, a seconda della dimensione.
Infine, si passa alla molatura per levigare il segno del taglio.

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Il Legno

arte e artigianato

Il legno è il materiale essenziale per definizione, nostro compagno dalla notte dei tempi. E’ facile percepire la fibra che prende forma e la forma stessa che diventa arte, grazie alla maestria dell’intaglio: una tradizione poetica tramandata con le mani da generazioni di pazienti e meticolosi artigiani.

Con solo un martello, uno scalpello ed un tornio, l’artigiano trasforma in arte ciò che la natura ci ha donato.

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La Pietra

Stessi strumenti, diversa maestria

Gli strumenti ed utensili utilizzati per la lavorazione della pietra sono simili a quelli del legno:

  • seghe
  • tornio
  • scalpelli
  • mole

Ciò che fa la vera differenza è la mano del Maestro che lavora, trasforma e crea.

La nostra selezione di opere scolpite

Scolpire la pietra: Pazienza e delicatezza

Il lavoro dello scultore non è solo con martelli e scalpelli!

L’ Alabastro richiede una minuziosa opera di finitura per riuscire a esaltarne le venature, i giochi di colore e le trasparenze: il tutto per trasmetterci sensazioni calde e morbide.

Questa lavorazione impegnativa esige carte abrasive di varia grammatura, incluse quelle ad acqua nella fase conclusiva.

La lisciatura con la carta abrasiva ad acqua viene anche chiamata “dispesciatura”, perchè in tempi antichi si utilizzava la pelle di pescecane.

La nostra selezione di opere in Alabastro

La Ceramica

Le mani: da sempre strumento unico e ineguagliabile

Nelle creazioni di pregio, l’argilla cruda è modellata a mano o con il tornio, permettendo così al Maestro di conferire la forma desiderata al manufatto. Prima di raggiungere la fase di finitura, l’oggetto viene sottoposto a numerosi e delicati trattamenti. Il modello crudo subirà il processo di cottura, che è scandito da tre fasi.

Il Preriscaldamento

La temperatura sale gradualmente, favorendo l’evaporazione dei liquidi residui all’essicazione e l’acclimatamento del pezzo alle temperature del forno.

La Cottura

In questa fase la dissociazione del carbonato di calcio ed altre reazioni generano un reticolo cristallino, che trasformano l’argilla in ceramica.

Il Raffreddamento

La costante diminuzione della temperatura permette il consolidamento della struttura cristallina e infonde resistenza al manufatto. E’ una fase lenta e delicata che può durare anche molte ore.